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Il rituale del tè: 8 tradizioni e abitudini dal mondo

Paese che vai…

Parlando di tè ci viene subito in mente il tè delle cinque degli inglesi, ma questa non è l’unica tradizione e nei diversi paesi del mondo il rituale del tè ha una funzione molto profonda, culturale e sociale.

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L’acqua è la madre del tè, la teiera suo padre ed il fuoco il suo maestro.
Antico detto cinese

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Il tè fa parte della quotidianità di interi popoli e ogni paese ha il suo modo di prepararlo e di berlo: tè nero o verde, bevuto puro, con lo zucchero, con l’aggiunta di spezie, burro, latte, sale, limone o foglie di menta, servito in teiere di porcellana, terracotta o metallo, riempiendo le tazze fino all’orlo o lasciandole a metà.

Vediamo insieme 8 rituali del tè in giro per il mondo: le tradizioni e le abitudini sulla bevanda più diffusa e bevuta dopo l’acqua.

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Cina: la cultura più antica

La leggenda narra che il tè sia stato scoperto da un imperatore cinese nel 2737 a.C., quando una foglia cadde per caso nella sua tazza di acqua calda. Di certo la cultura del tè più antica, più conosciuta e più longeva è proprio quella cinese.

Oggi in Cina il tè è considerato una delle sette necessità quotidiane e la preparazione secondo la tradizione è lunga e precisa, una vera e propria arte.

Di solito viene versato in tazze piccole in modo che si raffreddi più velocemente. Appena si finisce una tazza, ne viene servita subito un’altra. Mentre si condividere una tazza di tè in Cina si crea un legame.

 


Marocco: un gesto di ospitalità

In Marocco bere e offrire tè alla menta è un gesto di ospitalità e amicizia, nel rispetto della tradizione nord africana. Tè verde, foglie fresche di menta e molto zucchero: questi sono gli ingredienti del tè marocchino, versato con gesti lenti e calcolati, secondo un rituale molto antico.

Presso i Tuaregh, popolazione berbera che vive nel deserto del Sahara, le infusioni offerte tradizionalmente all’ospite sono tre: il primo bicchiere è dolce come la vita, il secondo è forte come l’amore, il terzo è amaro come la morte.

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Giappone: un’arte tradizionale

Assistere o partecipare alla cerimonia del Cha No Yu (letteralmente, “acqua calda per il tè”) è un modo per conoscere e condividere la cultura giapponese e una delle sue arti tradizionali.

Il tè utilizzato è il tè verde Matcha, che viene preparato secondo un rito secolare influenzato dal Buddhismo Zen. La preparazione, che tradizionalmente dura addirittura quattro ore, si basa su quattro elementi fondamentali: armonia, rispetto, purezza e tranquillità.

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India: il profumo delle spezie

L’India è oggi il paese che consuma più tè al mondo: si beve il chai, tè nero con latte e zucchero o più frequentemente il masala chai aromatizzato con cardamomo, cannella, zenzero o altre spezie.

Secondo le leggende tradizionali, il masala chai risale a più di 5000 anni fa e, secondo la dottrina Ayurveda, è statocreato da un re indiano come bevanda curativa. In realtà la tradizione del tè in questo paese non è millenaria: è stata portata dagli inglesi agli inizi dell’800 affinché l’India, oltre che produttrice, diventasse essa stessa consumatrice di tè. Visto il costo delle pregiate foglioline, gli indiani hanno trovato una soluzione originale per allungarlo con altri prodotti più economici e per renderlo più appetibile ai palati audaci dell’India, che amano i sapori decisi.

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Kazakistan: mezza tazza di tè

Il Kazakistan è uno dei 10 paesi dove il consumo di tè è più elevato, tanto che si beve dalle sei alle sette volte al giorno! Tipicamente viene consumato con latte, limone e zucchero, ma alcune volte si trova anche finocchio e cardamomo.

Secondo la tradizione, il tè deve essere bevuto bollente perché si crede che le bevande fredde fanno ammalare. Ovunque, che sia in famiglia o ad un evento formale, all’ospite viene servita mezza tazza di tè: non si tratta di poca generosità, ma al contrario, l’intenzione è quella di prolungare l’incontro il più a lungo possibile, versando spesso la bevanda bollente.

Bere una tazza di tè è anche un momento di condivisione e trattenersi a lungo è un modo di mostrare rispetto per l’altra persona.

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Tibet: con burro di yak

Nelle regioni himalayane a tradizione buddhista la bevanda locale è il tè al burro. Si chiama Po Cha e si compone di una qualità di tè nero chiamata Pemagul, burro di yak, latte e sale. Visto l’alto contenuto di grassi è un ottimo rimedio contro il freddo d’alta quota.

La ricetta si tramanda da 1500 anni e offrirlo agli ospiti è un atto di estrema gentilezza. Secondo la tradizione, il tè si beve lentamente e dopo ogni sorso si riempie nuovamente la tazza dell’ospite fino all’orlo. Rifiutare il Po Cha è maleducazione: se non si vuole, si lascia la tazza piena fino alla fine della visita, quando si berrà tutta insieme. In questo modo la tradizione è rispettata e nessuno si sente offeso.

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Argentina: simbolo di condivisione

Porongo, bombilla, yerba mate e acqua bollente: è pronta la tradizionale bevanda argentina. Il mate argentino non è un vero e proprio tè, ma un’infusione di foglie dell’erba mate, che va bevuta molto calda sorseggiando da una bombilla, cioè una cannuccia di metallo con un filtro all’estremità.

Oltre ad essere una bevanda altamente energetica e con diverse proprietà naturali, il mate è anche un elemento importante nella cultura del Paese perché simbolo di condivisione: se bevuto in compagnia, il porongo viene fatto girare in senso orario tra i presenti.

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Russia: il samovar della tradizione

In Russia il rito del tè fa parte della vita quotidiana. La preparazione tradizionale prevede l’uso del Samovar, un bollitore di grandi dimensioni, che scalda l’acqua e mantiene calda anche una piccola teiera che contiene un tè nero molto concentrato.

Caratteristica del bere il tè in Russia è proprio l’uso di diluire l’infusione direttamente nella tazza: si versano due dita di tè concentrato dalla teiera e si allunga con acqua calda, prelevandola dal rubinetto del Samovar, simbolo dell’ospitalità nazionale.

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Pakistan: il tè rosa del Kashmir

Nella regione del Kashmir, a nord del subcontinente indiano, c’è una specialità chiamata Noon Chai, tradizionalmente viene preparato per occasioni speciali come i matrimoni, ma d’inverno si trova facilmente anche nei chiuschi lungo la strada.

Questa bevanda tradizionale è fatta con foglie di tè, latte, sale, pistacchi, mandorle e cardamomo. A differenza del chai indiano, si usa tè verde al posto del tè nero, ma la particolarità è il suo colore rosa. Magia? No, solo un pizzico di bicarbonato…

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